L'Associazione Spagnola dei Videogiochi (AEVI) e DEV, l'associazione degli sviluppatori spagnoli, hanno presentato un documento congiunto contenente cinque proposte specifiche ai partiti politici, finalizzate a rafforzare l'industria dei videogiochi in Spagna. Questa iniziativa si colloca in vista delle elezioni generali previste per il 29 novembre. Entrambe le organizzazioni sostengono che il settore sta affrontando un momento critico caratterizzato da una riduzione degli investimenti, difficoltà nell'accesso al finanziamento e una crescente concorrenza internazionale. Pur riconoscendo il talento creativo della Spagna, avvertono che la mancanza di supporto istituzionale minaccia la crescita degli studi nazionali, in particolare delle piccole imprese.

Il documento delinea cinque misure chiave che DEV e AEVI esortano i partiti a incorporare nei loro programmi elettorali. In primo luogo, chiedono deduzioni fiscali specifiche per la produzione e il finanziamento dei giochi per allineare il trattamento del settore ad altre industrie culturali. In secondo luogo, propongono l'istituzione di un sistema stabile di sostegno pubblico per accompagnare gli studi dai primi prototipi fino alla commercializzazione. In terzo luogo, le associazioni cercano di stimolare gli investimenti nazionali favorendo la creazione di editori spagnoli e fondi di investimento in grado di sostenere progetti con budget più elevati.

In quarto luogo, la proposta sostiene regolamenti armonizzati con l'Europa per evitare restrizioni nazionali che potrebbero danneggiare la competitività delle aziende spagnole rispetto ad altre nazioni europee. Infine, raccomandano la creazione di uno "Spain Video Games Hub", un programma nazionale permanente con un proprio budget progettato per coordinare le politiche pubbliche, attrarre investimenti e rafforzare l'industria. Un aspetto centrale di questa richiesta è l'attuazione di incentivi fiscali simili a quelli presenti in altri mercati, notando che la Francia offre un credito d'imposta del 30%, l'Italia il 25%, l'Irlanda il 32%, il Regno Unito il 34% e il Canada raggiunge il 40%.

Le associazioni sottolineano che la Spagna ospita attualmente oltre 500 studi di sviluppo, circa il 70% dei quali sono microimprese, insieme a più di 100 corsi di laurea e programmi post-laurea correlati. Avvertono che senza un'espansione del tessuto industriale, molti professionisti attualmente in formazione potrebbero essere costretti a cercare lavoro all'estero. José María Moreno, direttore generale dell'AEVI, ha dichiarato che la Spagna ha l'opportunità di consolidarsi come un importante hub europeo per lo sviluppo di videogiochi, sottolineando la necessità di dare priorità a questa industria nella prossima legislatura. L'obiettivo finale è far riconoscere i videogiochi come un settore strategico per l'economia, la tecnologia e la cultura spagnola, in grado di generare occupazione qualificata e sviluppare proprietà intellettuali proprie.

Fonti: Vandal.