Il più grande exchange di criptovalute al mondo, Binance, sta affrontando un furto record valutato circa 6,3 miliardi di dollari. Le indagini iniziali dell'azienda suggeriscono che l'incidente di sicurezza abbia avuto origine da un laptop compromesso appartenente a un ingegnere DevOps. Questa violazione avrebbe presumibilmente consentito a un attaccante di accedere a un contenitore di servizi e di inviare transazioni di prelievo non autorizzate attraverso diverse reti blockchain.
Gli asset rubati includono quantità significative di Ethereum, Bitcoin, Solana e XRP. In risposta, Binance ha collaborato con partner blockchain per congelare circa 3 miliardi di dollari dei fondi rubati, lasciando circa 3,3 miliardi di dollari ancora non contabilizzati. Nonostante la perdita massiccia, il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, si è rivolto alla piattaforma social X per rassicurare gli utenti che tutti i fondi sarebbero stati completamente coperti. Zhao, che in precedenza ha scontato una condanna detentiva di quattro mesi per violazioni delle norme contro il riciclaggio di denaro prima di essere graziato dal presidente Donald Trump, non gestisce più l'exchange ma ha confermato l'impegno dell'azienda a coprire le perdite.
Gli esperti di sicurezza hanno analizzato la meccanica dell'attacco, notando che i colpevoli non hanno violato la crittografia né rubato direttamente le chiavi private. Invece, Jayant Dave di Check Point ha spiegato alla BBC News che gli attaccanti hanno preso il controllo del sistema responsabile di istruire le chiavi su cosa firmare. Emily Taylor, cofondatrice della Global Signal Exchange, ha descritto l'operazione come condotta con una velocità e una scala mai viste prima.
L'azienda di intelligence blockchain TRM suggerisce che il furto abbia coinvolto l'uso improprio di un hot wallet, che è connesso a Internet per elaborare i prelievi dei clienti. Sebbene i primi rapporti indicassero il phishing delle autorizzazioni per un hot wallet Ethereum, furti successivi da portafogli su catene diverse con schemi di firma vari implicano un accesso più profondo al sistema. TRM ha dichiarato che lo scenario più probabile è che l'attaccante abbia acquisito la capacità di costringere il sistema di firma degli hot wallet di Binance a firmare transazioni della sua scelta attraverso dieci catene diverse nel corso di poche ore.
Per quanto riguarda l'identità dei colpevoli, TRM punta su TraderTraitor, un gruppo di hacker nordcoreano sostenuto dallo stato precedentemente collegato a un hack da 1,5 miliardi di dollari su Bybit nel febbraio 2025. Binance ha dichiarato di stare lavorando con le forze dell'ordine per confermare l'identità degli hacker, ma non ha ancora emesso un'attribuzione ufficiale. L'incidente solleva domande significative su come un singolo dispositivo compromesso possa autorizzare transazioni per miliardi di dollari e mette in discussione le percezioni riguardanti la decentralizzazione e la sicurezza del mercato delle criptovalute.
Fonti: PC Gamer.