Arturo Pérez-Reverte ha difeso ancora una volta i videogiochi come mezzo di narrazione, definendoli «una forma di narrazione assolutamente efficace» durante un’apparizione a La Ventana di Cadena SER. Era ospite del programma per presentare il suo nuovo romanzo, La hipótesis más peligrosa.
Pérez-Reverte ha affermato che i giochi possono insegnare ai giocatori ad adattarsi, affrontare situazioni impreviste, sopravvivere, negoziare e viaggiare. Ha definito un gioco ben realizzato e ben giocato «uno strumento straordinario» e ha paragonato l’esperienza a una simulazione della vita. Ha riconosciuto che i videogiochi possono talvolta diventare patologici o creare dipendenza, ma ha sostenuto che ciò non ne riduce il potenziale.
L’interesse dello scrittore per i giochi è di lunga data. In passato ha parlato di aver giocato alla serie Call of Duty e ha elogiato God of War per aver avvicinato il mondo classico alle giovani generazioni. Ha anche menzionato Tomb Raider e Resident Evil e citato Silent Hunter, Close Combat e Napoleon: Total War tra i giochi a cui torna regolarmente, a testimonianza del suo interesse per gli argomenti navali e militari.
Fonti: Vandal.