L’annuncio di Sean Connery come primo James Bond cinematografico, dato il 3 novembre 1961, suscitò dubbi sul poco conosciuto attore scozzese. Una retrospettiva sulla copertura mediatica del casting per il ruolo, da Connery a Daniel Craig, rileva che lo scetticismo dei media ha accompagnato diversi nuovi Bond nel corso dei decenni.
Connery era un nome sconosciuto a molti lettori quando fu scelto, nonostante l’attesa per l’adattamento cinematografico dei romanzi bestseller di Ian Fleming. Alcuni articoli si chiedevano se fosse all’altezza della parte. Grazie alla saga, diventò una star mondiale e venne spesso annoverato tra i migliori Bond della serie.
Quando fu annunciato nel 1968, George Lazenby dovette affrontare una critica diversa: era stato un modello e non aveva esperienza di recitazione. Interpretò Bond in un solo film, Agente 007 - Al servizio segreto di Sua Maestà. Roger Moore, al contrario, era già molto noto per i suoi ruoli televisivi, tra cui quello in Il Santo, quando nel 1972 venne annunciato il suo casting. Gran parte della copertura fu positiva, anche se alcuni titoli sottolineavano che era un attore televisivo.
Nel 1986, quando venne scelto come Bond dopo i 12 anni di Moore nel ruolo, l’attenzione si concentrò sulla formazione shakespeariana di Timothy Dalton. In seguito, la sua interpretazione più seria fu considerata più vicina al personaggio letterario di Fleming, in contrasto con l’approccio più leggero di Moore. Dalton girò due film di Bond.
Pierce Brosnan fu annunciato nel 1994, dopo l’interruzione della produzione della saga. Il suo ruolo in Remington Steele lo aveva già reso un volto noto e affascinante in televisione; in precedenza, non aveva potuto accettare la parte di Bond a causa del suo contratto televisivo. Daniel Craig, annunciato nel 2005, dovette affrontare critiche particolarmente accese: i titoli dei giornali ironizzavano sui suoi capelli biondi con le etichette «James Blond» e «James Bland» e fu creato un sito web contrario al suo casting. Il suo debutto in Casino Royale conquistò in seguito molti critici.
La retrospettiva osserva che gli attori meno affermati tendevano a essere sottoposti a un esame più severo rispetto a Moore e Brosnan, i cui ruoli televisivi li avevano resi familiari al pubblico. Segnala inoltre che si è riacceso il dibattito sui possibili successori di Craig, anche se il prossimo Bond non è ancora stato annunciato.
Fonti: IGN.