A seguito dell'uscita della seconda stagione di Edgerunners, che conclude la sua narrazione ambientata nel 2078, solo un anno dopo il gioco principale, i fan hanno esaminato attentamente lo show alla ricerca di connessioni con il protagonista di Cyberpunk 2077. Al festival Lucca Comics and Games, IGN ha intervistato lo scrittore, produttore e showrunner Bartosz Sztybor riguardo a queste osservazioni, in particolare una scena in un archivio dati che presenta una parete di immagini che alcuni spettatori credono raffiguri V.
Sztybor ha confermato che l'inclusione di tali immagini è intenzionalmente lasciata all'interpretazione piuttosto che essere una conferma definitiva. Ha spiegato che, sebbene il dialogo in quelle scene abbia importanza, il team evita di etichettare questi elementi come "Easter egg" progettati puramente per il servizio ai fan. Invece, l'obiettivo è creare storie autonome che siano autosufficienti mentre si popola il mondo con dettagli che lo fanno sentire vivo. I riferimenti a personaggi come Sal Bigelow dai fumetti precedenti sono inclusi solo quando servono a uno scopo narrativo, permettendo al pubblico di collegare i puntini senza aver bisogno di conoscenze pregresse di altri media.
Riguardo alla lore più ampia, Sztybor ha affrontato la questione se CD Projekt Red abbia stabilito una singola finale canonica per Cyberpunk 2077 da utilizzare come punto di partenza per gli spin-off. Ha dichiarato che, sebbene ci siano conversazioni estese con il team della lore per garantire la coerenza attraverso tutte le finali, la franchise non intende stabilire una conclusione specifica come canonica. L'unico dettaglio canonico confermato post-gioco è che la corporazione Arasaka è stata indebolita. Questo stato vago permette alla narrazione di esplorare la città in nuovi modi senza invalidare alcuna scelta del giocatore fatta durante il gioco.
Sztybor ha enfatizzato una filosofia di creazione di franchise dove romanzi grafici, fumetti e serie possano essere goduti indipendentemente. Ha notato che, sebbene alcuni fan apprezzino trovare connessioni profonde tra diversi pezzi di media, come notare un fixer della prima stagione di Edgerunners in un fumetto intitolato You Have My Word, i creatori preferiscono fornire domande piuttosto che risposte definitive. Questo approccio incoraggia i fan a impegnarsi con la storia e costruire la propria comprensione del mondo.
Sull'argomento di una potenziale terza stagione, Sztybor ha rivelato che, sebbene abbia idee per storie future, la produzione dipende dal trovare il team creativo giusto. Dopo la prima stagione, Studio Trigger inizialmente ha declinato di continuare a causa dell'esaurimento, ma in seguito ha accettato di collaborare alla seconda stagione dopo essere rimasto impressionato da una proposta che evitava un formato di sequel tradizionale. Per far accadere la terza stagione, Sztybor insiste sul fatto che ci debba essere una storia perfetta e un regista con una visione forte simile al lavoro di Ikarashi sulle stagioni precedenti. Ha espresso un impegno a evitare contenuti mediocri, notando che, sebbene esistano idee, il pacchetto attuale di due stagioni sembra già completo come narrazione autonoma.
Fonti: IGN.