Il gatto col cappello torna sul grande schermo con un film d’animazione che offre un ritratto del personaggio più riuscito rispetto all’adattamento live action del 2003. Il film uscirà nelle sale il 6 novembre e vede Bill Hader nei panni del dispettoso Gatto.

Invece di trasformare direttamente il libro per bambini in una storia da lungometraggio, gli sceneggiatori e registi Erica Rivinoja e Alessandro Carloni costruiscono un’avventura più ampia attorno alla sua idea centrale: il Gatto arriva per incoraggiare l’immaginazione e le marachelle. Lavora per un’organizzazione incentrata sull’immaginazione insieme ad altri animali antropomorfi: una premessa che offre al film spazio per immagini colorate e riferimenti giocosi al mondo del Dr. Seuss.

La storia segue i fratelli Gabby e Sebastian, doppiati da Xochitl Gomez e Tiago Martinez, mentre si abituano al trasferimento in una nuova città insieme alla madre Carmen, interpretata da America Ferrera. Il fantastico mondo del Gatto è vivace e stravagante, in contrasto con l’ambientazione più realistica della vita domestica dei bambini. Il film riesce regolarmente a strappare risate con gag visive e slapstick, mentre alcune battute nascondono un ulteriore livello di umorismo per gli adulti.

Hader porta energia comica e versatilità vocale nel ruolo del protagonista. Anche Matt Berry si fa notare nel ruolo di Waffles, il pesce domestico della famiglia, a cui il Gatto dà la capacità di parlare. La recitazione enfatica di Berry è una fonte costante di divertimento mentre il pesce, sopraffatto, reagisce al caos che lo circonda.

L’avventura entra nel vivo dopo che il Gatto perde un dispositivo capace di riavvolgere gli eventi recenti. La ricerca conduce lui, Gabby e Sebastian tra gli scatoloni del trasloco che riempiono ancora l’appartamento della famiglia, dove giocattoli, oggetti e disegni si trasformano in ambientazioni gigantesche. Le sequenze fantasiose includono diversi dettagli originali, in cui gli oggetti di tutti i giorni prendono vita in modi inaspettati.

Il principale punto debole del film è la durata. Con una durata di poco inferiore alle due ore, perde slancio nel terzo atto, mentre cerca di destreggiarsi tra la ricerca del dispositivo, una creatura inseguitrice chiamata Something, il lavoro del Gatto messo a rischio e una sottotrama che coinvolge il severo padrone di casa della famiglia. Le numerose trame in competizione fanno sembrare il film tirato per le lunghe man mano che si avvicina alla conclusione.

Ciò nonostante, il film resta piacevole da guardare grazie al suo umorismo e a interpretazioni simpatiche. Thing 1 e Thing 2 vengono reinventati come un gruppo più numeroso di creature caotiche scatenate nell’appartamento dei bambini. Le loro marachelle portano con sé un’energia dispettosa in stile Gremlins, e il film include persino una battuta consapevole sul loro potenziale come personaggi da franchise.

Fonti: IGN.