Il primo trailer di GTA 6 nel 2023 ha fatto una forte impressione, ma un'analisi sostiene che un elemento suscita preoccupazione: la parodia di TikTok e dei social media presente nel gioco. La satira di Rockstar si è a lungo ispirata alla cultura americana contemporanea, eppure lo sviluppo di GTA 6 si è protratto per più di un decennio. In una cultura di internet in cui le tendenze possono morire nel giro di settimane, l'articolo si chiede se il commento sociale del gioco potrebbe risultare superato prima dell'uscita.

L'analisi confronta GTA 6 con Lifeinvader di GTA V, una parodia rivolta a Facebook, Apple, alle principali aziende tecnologiche e ai reality show californiani. Quei bersagli avevano codici che restavano stabili per anni, dando agli sviluppatori il tempo di affinare le loro battute. Al contrario, l'ecosistema TikTok può consumare una battuta, un dramma o un ciclo di indignazione nel giro di una settimana. L'articolo osserva anche che fenomeni come "Florida Man" sono già battute di internet, rendendo più difficile per una parodia restare incisiva senza essere superata dalla realtà.

Il primo trailer di GTA 6 mostrava smartphone ovunque, con NPC che filmavano le proprie malefatte, livestream di feste decadenti e video virali di animali selvatici che causavano il caos. L'analisi si aspetta che lo stato di Leonida contenga un completo ecosistema sociale nel gioco, e suggerisce che questo influenzerà probabilmente la storia e la reputazione dei protagonisti Lucia e Jason. Per rendere credibile quel mondo, il gioco dovrebbe adottare i codici visivi e testuali del momento, inclusi balli virali, sfide assurde e uno slang giovanile molto specifico. Ma modellare, animare e scrivere tale materiale richiede anni, congelando di fatto un'istantanea di una cultura fluida e volatile.

L'articolo delinea diversi rischi. Un gioco AAA come GTA 6 può richiedere più di un decennio per essere sviluppato, e scrivere una parodia di TikTok nel 2023 per un'uscita un tempo sperata al meglio per la fine del 2025 rappresenta un'eternità nei tempi di internet. Ciò potrebbe produrre un effetto "fellow kids", con una grande azienda che cerca di parlare a un pubblico più giovane attraverso meme morti mesi prima. Potrebbe anche causare affaticamento dell'attenzione, poiché i formati di micro-video già stancano le persone nel mondo reale, e trasporre quell'estetica nel gameplay potrebbe irritare i giocatori. Infine, ciò che è pensato come una critica pungente all'iper-narcisismo potrebbe diventare una fastidiosa copia del mondo online da cui i giocatori cercano di fuggire quando accendono una console.

L'analisi vede due possibili esiti. Uno è una capsula del tempo a doppio taglio: se la rapida obsolescenza farà sembrare il gioco datato entro cinque anni, in seguito potrebbe diventare un preciso museo interattivo della "cultura vuota" e del "brain-rot" dei primi anni 2020, proprio come Vice City ha immortalato gli anni Ottanta al neon. L'altro è un approccio più moderno attraverso un modello gioco-come-servizio. Rockstar potrebbe usare l'infrastruttura di GTA Online per iniettare nuove tendenze nei telefoni di Lucia e Jason tramite aggiornamenti regolari, con un team dedicato che reagisce alle notizie reali di internet in tempo reale e offusca il confine tra la satira videoludica e la distopia digitale esterna.

Fonti: Jeuxvideo.com.