I legislatori francesi hanno approvato un emendamento che introdurrebbe una tassa di 0,055 € per ogni gigabyte di dati che entra nel Paese. La misura, adottata durante una sessione parlamentare notturna il 30 ottobre 2026, mira a far contribuire maggiormente le grandi aziende digitali alle finanze pubbliche. Tuttavia, il suo potenziale impatto potrebbe estendersi all’industria dei videogiochi e, indirettamente, ai giocatori.

L’emendamento si rivolgerebbe ai fornitori di contenuti e alle reti di distribuzione dei contenuti, invece di applicare direttamente la tassa alle famiglie tramite i loro abbonamenti internet. Aziende come Steam, Sony, Microsoft e altri editori potrebbero rientrare nel suo ambito. I provider di servizi internet sarebbero responsabili della misurazione dei volumi trasferiti da ciascuna azienda ogni trimestre, senza esaminare la natura privata dei pacchetti di dati.

La proposta include un limite all’importo annuale da versare: la tassa sarebbe fissata a un massimo pari al 15% dei ricavi di un’azienda generati in Francia oppure al 2% dei suoi ricavi globali. Sulla base di un traffico dati annuale stimato in 200 miliardi di gigabyte, citato nell’emendamento, i suoi autori prevedono che la misura potrebbe generare fino a 10 miliardi di euro.

Per i giochi, la preoccupazione più immediata riguarderebbe i download e gli aggiornamenti di grandi dimensioni. Al tasso proposto, un titolo da 50 GB rappresenterebbe una tassa lorda di 2,75 €, mentre un gioco da 100 GB genererebbe 5,50 €. Un download compreso tra 150 e 210 GB, come sta diventando sempre più comune per alcune grandi uscite, potrebbe corrispondere a una cifra compresa tra 8,25 € e 11,55 €. Una patch da 30 GB aggiungerebbe circa 1,65 € al potenziale onere fiscale dell’editore, mentre installazioni ripetute potrebbero creare costi aggiuntivi.

L’impatto potrebbe essere particolarmente significativo per i giochi free-to-play. Un titolo online con un client da 100 GB genererebbe 5,50 € di tassa per ogni download, anche quando il giocatore non spende nulla nel gioco. Per i giochi sostenuti da una minoranza di utenti paganti, grandi aggiornamenti stagionali e milioni di giocatori non paganti potrebbero rendere il mercato francese meno redditizio se le aziende trasferissero il costo agli editori o modificassero le proprie strategie di distribuzione.

Il cloud gaming sarebbe soggetto a un calcolo diverso. Secondo quanto riferito, servizi come GeForce NOW e Xbox Cloud Gaming possono consumare tra 10 e 20 GB all’ora, a seconda della risoluzione e delle condizioni di streaming. Un giocatore che utilizzasse un servizio simile per 40 ore al mese potrebbe quindi generare tra 400 e 800 GB di traffico, corrispondenti a una tassa lorda mensile compresa tra 22 € e 44 € al tasso proposto. La struttura dell’emendamento potrebbe esporre in modo particolare questo modello, poiché l’utilizzo continua per tutta la durata della sessione di gioco invece di concentrarsi in un singolo download.

Alcuni editori potrebbero reagire aumentando i prezzi dei giochi o delle sottoscrizioni, riducendo le dimensioni dei file attraverso una compressione più efficace, abbassando la qualità predefinita delle texture o limitando le opzioni di precaricamento. Questi esiti sono possibilità, non misure confermate, poiché l’emendamento non stabilisce come le aziende assorbirebbero infine il costo o lo trasferirebbero.

Utilizzare una VPN per apparire al di fuori della Francia non offrirebbe una soluzione semplice. Il testo di riferimento indica possibili sanzioni sugli account per aggirare le regole sui prezzi regionali, sistemi di pagamento collegati alla regione del titolare della carta e una latenza maggiore quando il traffico viene instradato attraverso un server distante. Questi problemi potrebbero essere particolarmente problematici per i giochi multigiocatore competitivi.

La misura non è ancora in vigore. L’emendamento, identificato con il numero I-1358 e presentato dal deputato socialista Laurent Lhardit, era stato inizialmente respinto in commissione prima di essere approvato dall’Assemblea con 11 voti favorevoli e 10 contrari, con 14 astensioni. Il governo si è opposto e la proposta deve ancora passare attraverso il Senato e proseguire l’iter legislativo della legge di bilancio.

Anche il suo futuro giuridico è incerto. L’emendamento potrebbe essere contestato in relazione al mercato unico europeo, alle norme sull’internet aperto e all’uguaglianza davanti alla tassazione. Potrebbe inoltre essere eliminato durante ulteriori negoziati parlamentari o attraverso altre procedure costituzionali. Per ora, la proposta rappresenta un potenziale rischio per la distribuzione digitale e i servizi di gioco in Francia, non un addebito immediato per i giocatori.

Fonti: Jeuxvideo.com.