Fallout 3 celebra il suo 18º anniversario, ricordando una svolta decisiva per la serie. Bethesda ha trasformato i giochi di ruolo isometrici associati a Interplay e Black Isle in un mondo aperto in 3D in prima persona, ambientato nella Zona Contaminata della Capitale. Il cambiamento ha suscitato le critiche di alcuni fan di lunga data, ma il gioco è poi diventato un punto di riferimento per i GDR occidentali.

Dopo che Interplay ha affrontato difficoltà finanziarie e il progetto di Fallout che aveva in programma, Van Buren, è stato cancellato nel 2003, Bethesda ha acquisito i diritti di sviluppo. Lo studio ha portato il suo approccio a mondo aperto nell’ambientazione postapocalittica, spingendo alcuni fan a liquidare il gioco come «Oblivion con le pistole» e a temere che la profondità ruolistica e l’umorismo nero della serie andassero perduti.

Il gioco ha invece utilizzato il motore Gamebryo, impiegato anche per The Elder Scrolls IV: Oblivion, per creare le rovine di Washington, D.C. I dettagli ambientali — tra cui rifugi abbandonati e resti accanto a terminali informatici — aiutavano a raccontare storie attraverso l’esplorazione. Anche l’estetica retrofuturistica degli anni Cinquanta ha preso forma in 3D, dall’armatura potenziata della Confraternita d’Acciaio all’interfaccia del Pip-Boy 3000.

Il sistema S.V.A.V. di Fallout 3, noto in inglese come V.A.T.S., collegava gli scontri a fuoco in tempo reale alle meccaniche dei giochi di ruolo. I giocatori potevano mettere in pausa il combattimento per prendere di mira parti specifiche del corpo, mentre la probabilità di successo dipendeva dalle abilità del proprio personaggio. Le sequenze cinematografiche al rallentatore aggiungevano agli scontri un tocco particolarmente crudo.

Nel 2009 Bethesda ha ampliato il gioco con cinque contenuti aggiuntivi: Operation: Anchorage, The Pitt, Broken Steel, Point Lookout e Mothership Zeta. Le loro ambientazioni e i loro approcci erano diversi: dal taglio militare di Operation: Anchorage alla svolta fantascientifica di Mothership Zeta. Broken Steel proseguiva la storia oltre la conclusione del gioco, mentre Point Lookout portava i giocatori nelle paludi del Maryland. The Pitt, invece, ruotava attorno a scelte morali difficili legate alla schiavitù.

Secondo l’articolo originale, il gioco ha venduto quasi cinque milioni di copie nella prima settimana e ha vinto numerosi premi come Gioco dell’anno. Il suo design aperto ha contribuito a definire un modello che univa gli scontri a fuoco a decisioni dalle conseguenze importanti e ha aperto la strada a Fallout: New Vegas, sviluppato da Obsidian, a cui hanno lavorato anche ex membri di Black Isle.

Fallout 3 è diventato inoltre una piattaforma popolare per i modder grazie allo strumento G.E.C.K. La sua colonna sonora resta strettamente legata a Galaxy News Radio, condotta da Three Dog, e a brani come «I Don’t Want to Set the World on Fire» dei The Ink Spots.

Fonti: Jeuxvideo.com.