I videogiochi più vecchi possono diventare difficili o impossibili da eseguire man mano che cambiano i computer e i sistemi operativi. Il Programma di conservazione di GOG mira a mantenere giocabili i titoli classici sui computer attuali e il suo lavoro ha ricevuto un premio ai Digital Preservation Awards 2026, tenutisi a Varsavia il 15 ottobre.

Lanciato nel novembre 2024 con 100 giochi, il programma era arrivato a comprendere 267 titoli entro febbraio 2026, con più di 1.400 correzioni e miglioramenti, secondo i dati forniti da GOG. L’obiettivo non è semplicemente rimettere in vendita i giochi più vecchi, ma farli funzionare sui computer moderni senza che i giocatori debbano installare patch o modificare autonomamente le impostazioni di sistema.

GOG afferma che i suoi team lavorano individualmente su ogni gioco. Ciò può comportare l’adattamento del software alle specifiche attuali dei computer, la ricostruzione dei programmi d’installazione o il ripristino di contenuti. L’azienda si impegna inoltre a mantenere la compatibilità dei giochi inclusi nel programma con i futuri sistemi operativi.

Il programma ha ricevuto il premio della Research Data Alliance nella categoria dedicata alle iniziative di conservazione digitale nel commercio, nell’industria e nel settore del volontariato. I Digital Preservation Awards riconoscono gli sforzi volti a proteggere i contenuti digitali al di fuori delle istituzioni tradizionali, come biblioteche e archivi nazionali. La giuria ha elogiato GOG per aver portato le questioni legate alla conservazione all’attenzione di un pubblico che di solito potrebbe non occuparsi di archiviazione.

Il riconoscimento sottolinea che conservare un gioco significa più che custodirne i file: occorre mantenere anche le condizioni tecniche necessarie per eseguirlo. GOG ha ricevuto il premio in competizione con un progetto che conserva archivi relativi ai diritti civili negli Stati Uniti e con uno strumento di catalogazione basato sull’intelligenza artificiale sviluppato da Diageo. La fonte osserva che mantenere disponibili commercialmente alcuni giochi selezionati non basta, di per sé, a conservare la storia completa dei videogiochi.

Fonti: Jeuxvideo.com.