Una nuova analisi di oltre 300 studi di giochi acquisiti ha rilevato che circa uno su tre ha poi chiuso. Secondo una ricerca di Sebastian Cardoso, che ha monitorato 303 studi per PC e console acquisiti dal 2000, metà di quelle chiusure è avvenuta entro cinque anni dall’acquisizione.
Cardoso, che in passato ha lavorato per Riot, Crytek ed EA, ha pubblicato i risultati e il relativo set di dati nella sua newsletter Game Studio Unlocked. L’analisi ha rilevato che il 60,8% degli studi acquisiti ha ridotto la propria attività oppure ha chiuso. Solo 71 dei 283 sviluppatori inclusi nel censimento — il 25,1% — continuavano a realizzare giochi allo stesso livello di prima o a un livello superiore, senza licenziamenti di massa, assorbimento da parte della società madre o perdita dei dirigenti.
Le cifre dipendono in parte da come si definisce il declino. Cardoso considera gli studi assorbiti dai proprietari o passati a svolgere attività di supporto come studi in declino, anche quando i loro giochi sono rimasti a un livello simile. Escludendo questi casi, la quota di studi che ha ridotto la propria attività o ha chiuso scende dal 60,8% al 51,6%.
L’analisi ha inoltre rilevato differenze tra gli acquirenti. Tutti i 17 periodi di proprietà di Activision Blizzard registrati nello studio si sono conclusi con un declino o una chiusura, così come ogni periodo relativo a Disney, Midway e Thunderful. Per EA la percentuale è stata dell’83%. Nintendo, al contrario, ha acquisito sei studi in 24 anni e non ne ha chiuso nessuno; anche Kadokawa, Krafton e Sumo Group non hanno registrato chiusure nel set di dati.
Sono stati registrati declini o chiusure nel 63% dei periodi di proprietà di Microsoft, nel 58% di quelli di Sony, nel 50% di quelli di Tencent e nel 43% di quelli di Embracer. Cardoso ha attribuito queste differenze al fatto che le aziende acquisiscano studi per sostenere un’attività più ampia oppure perché vogliono possedere studi già affermati.
Negli ultimi anni le chiusure sono diventate più frequenti: tra il 2019 e il 2022 ha chiuso uno studio acquisito incluso nel censimento, contro i 33 chiusi dal 2023. Tra 50 importanti studi indipendenti monitorati da ottobre 2019 a ottobre 2026, ne ha chiuso il 2%, rispetto al 12,6% degli studi acquisiti. Cardoso ha precisato che il dato sugli studi indipendenti corrisponde a una sola chiusura.
Secondo l’analisi, gli studi fondati direttamente da grandi aziende hanno avuto risultati peggiori. Degli 56 studi di questo tipo, l’87,5% ha ridotto la propria attività o ha chiuso; 18 dei 34 che hanno chiuso non avevano mai pubblicato un gioco. NetEase ha aperto otto studi tra il 2020 e il 2023 e tutti e otto hanno poi chiuso.
Fonti: GamesIndustry.biz.
