Digital Foundry ha pubblicato un’analisi tecnica di The Legend of Zelda: Ocarina of Time Remake in vista dell’uscita del 5 novembre per Nintendo Switch 2. Il team ha elogiato il rinnovamento visivo, descrivendo il gioco come uno dei titoli Nintendo con la grafica migliore, ma ha anche individuato alcune carenze nella qualità dell’immagine.

L’analisi mette in risalto la ricostruzione dettagliata di Hyrule, con una vegetazione più folta, illuminazione migliorata, materiali e animazioni aggiornati e dettagli ambientali come le piante che reagiscono ai movimenti di Link e i frammenti dei vasi rotti che restano a terra.

La risoluzione varia a seconda della modalità di gioco. In modalità docked, il gioco utilizza una risoluzione dinamica che può raggiungere i 1440p e scendere a circa 1080p nelle scene più impegnative. In modalità portatile, la risoluzione varia da 1080p a 720p, con ulteriori riduzioni della distanza di visualizzazione e del filtraggio delle texture.

Secondo Digital Foundry, il gioco non utilizza NVIDIA DLSS, ma combina SMAA con FSR 1. L’analisi collega questa scelta all’aliasing e all’aspetto eccessivamente nitido o tremolante di alcuni oggetti, soprattutto nelle aree aperte.

Le prestazioni sono un punto di forza: il remake gira a 60 fotogrammi al secondo perlopiù stabili, con solo lievi interruzioni legate al caricamento dei dati. Si tratta di un netto miglioramento rispetto ai 20 FPS della versione originale per Nintendo 64 e ai 30 FPS della versione per Nintendo 3DS. Il team ha inoltre osservato che il remake sembra utilizzare una tecnologia derivata da Breath of the Wild, oltre a presentare miglioramenti alle sequenze cinematografiche e ai luoghi iconici.

Fonti: Vandal.